Una recente attività ispettiva della Guardia di Finanza ha riportato l’attenzione sui nuovi obblighi dichiarativi applicabili al trasporto transfrontaliero di valori. Nel caso esaminato, due operatori del settore gioielliero residenti in un altro Paese membro dell’Unione europea si sono visti contestare la violazione della normativa sul monitoraggio dei movimenti di contante per aver attraversato il confine italiano trasportando lingotti d’oro da investimento senza aver previamente presentato la dichiarazione prevista dal D.Lgs. 195/2008.
La contestazione trae origine dalle modifiche normative entrate in vigore a partire dal 2025, in forza delle quali anche i lingotti d’oro da investimento sono stati equiparati al denaro contante ai fini degli obblighi di monitoraggio doganale e valutario. Pertanto, il trasporto in entrata o in uscita dal territorio italiano di oro da investimento per un valore pari o superiore a Euro 10.000 comporta oggi l’obbligo di presentare apposita dichiarazione alle autorità competenti, analogamente a quanto già previsto per il denaro contante.
La novità si inserisce nel più ampio rafforzamento delle misure europee e nazionali di prevenzione del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e del trasferimento illecito di valori oltre frontiera, ampliando significativamente il novero degli strumenti soggetti a controllo. L’episodio rappresenta pertanto un importante segnale di attenzione per operatori professionali, investitori e soggetti attivi nel commercio e nella movimentazione di metalli preziosi, chiamati a verificare con particolare cautela gli adempimenti applicabili nelle operazioni internazionali.
Alla luce del nuovo assetto normativo, appare opportuno implementare procedure interne di compliance e valutare preventivamente gli obblighi dichiarativi connessi alle operazioni internazionali aventi ad oggetto metalli preziosi.
(a cura dell’Avv. Federica Fantuzzi – federica.fantuzzi@studiozunarelli.com e dell’Avv.Andrea Piras – andrea.piras@studiozunarelli.com)