Introduzione
Negli ultimi mesi, le autorità cinesi hanno adottato una serie coordinata di misure normative e politiche volte a rafforzare l’attrattività del Paese per gli investimenti esteri. Tra queste si segnalano il “Catalogue of Industries Encouraging Foreign Investment (2025 Edition)”, pubblicato il 27 dicembre 2025 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2026, le “Measures to Encourage Foreign-Invested Enterprises to Expand Domestic Reinvestment” (27 febbraio 2026) adottate dalla Municipalità di Shanghai e le “Measures to Further Support Foreign-Invested R&D Centers in Enhancing Capabilities” (27 febbraio 2026) promosse dal Ministero del Commercio (MOFCOM).
L’attenzione, infatti, non si concentra più soltanto sull’ingresso di nuovi capitali, ma sempre più sul reinvestimento degli utili da parte delle imprese a capitale straniero già stabilite in Cina, quale leva di stabilizzazione economica e di rafforzamento del tessuto industriale nazionale.
Quadro normativo
Le recenti iniziative si articolano attorno a tre strumenti principali, che devono essere letti in modo coordinato alla luce del modello di governance economica cinese, caratterizzato da una forte integrazione tra pianificazione strategica e strumenti normativi di attuazione.
In questo contesto, il “Catalogue of Industries Encouraging Foreign Investment (2025 Edition)”, pubblicato il 27 dicembre 2025 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2026, rappresenta uno degli strumenti operativi attraverso cui le autorità cinesi cercano di orientare i flussi di investimento estero in linea con le priorità di sviluppo economico del Paese. Il catalogo, infatti, non si limita a elencare settori aperti agli investimenti, ma individua specificamente le attività considerate “incoraggiate”, ossia quelle ritenute coerenti con gli obiettivi di politica industriale e di trasformazione economica.
Il funzionamento del catalogo, così come gli incentivi previsti per il reinvestimento delle risorse nel Paese o la costituzione di centri R&D, si inseriscono in un sistema più ampio di pianificazione economica, nel quale il Piano Quinquennale, o altri documenti di indirizzo strategico, definiscono gli obiettivi di medio-lungo periodo, mentre gli strumenti normativi come quelli qui analizzati ne costituiscono l’attuazione operativa.
In tale quadro, gli incentivi previsti dal catalogo, che includono benefici fiscali, facilitazioni amministrative e accesso preferenziale a risorse produttive, sono funzionali a convogliare gli investimenti esteri verso i settori ritenuti prioritari. Parallelamente, il sistema continua a mantenere un approccio selettivo all’accesso al mercato: sebbene le fonti non forniscano un elenco dettagliato dei settori vietati, esse confermano la persistenza di restrizioni per determinate attività, disciplinate attraverso strumenti distinti.
Principali novità
Gli strumenti utilizzati dall’amministrazione cinese per guidare lo sviluppo economico del Paese variano dalle facilitazioni normative alle agevolazioni fiscali, sino agli aspetti legati alla gestione delle risorse umane.
- il “Catalogue of Industries Encouraging Foreign Investment (2025 Edition)”, pubblicato il 27 dicembre 2025 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2026, conferma il ruolo centrale della pianificazione industriale nell’orientare i flussi di capitale straniero. Dalle fonti emerge che il catalogo individua come “incoraggiati” una serie di settori ritenuti strategici, tra cui la manifattura avanzata, le tecnologie innovative e i servizi moderni, nonché ambiti funzionali alla transizione industriale e allo sviluppo sostenibile. Tali settori beneficiano di un quadro di favore che comprende incentivi fiscali, facilitazioni amministrative e accesso preferenziale a risorse produttive. Parallelamente, il sistema cinese continua a mantenere un approccio selettivo all’accesso al mercato: sebbene le fonti richiamino la permanenza di restrizioni e divieti per determinate attività, non viene fornito un elenco dettagliato dei settori vietati, che restano disciplinati da strumenti distinti quali le negative list;
- le “Measures to Encourage Foreign-Invested Enterprises to Expand Domestic Reinvestment”, adottate dal Governo Municipale di Shanghai il 27 febbraio 2026, si inseriscono in una logica di rafforzamento del radicamento locale degli investimenti esteri. Tali misure sono espressamente finalizzate a favorire il reinvestimento degli utili da parte delle imprese a capitale straniero, attraverso un insieme coordinato di interventi che mirano a semplificare le procedure amministrative, a rafforzare il supporto finanziario e a facilitare la riallocazione dei capitali in nuovi progetti o espansioni domestiche. Le fonti evidenziano inoltre l’introduzione di incentivi di natura fiscale e finanziaria, senza tuttavia fornire un dettaglio puntuale delle singole agevolazioni, sottolineando piuttosto il rafforzamento complessivo dell’ambiente favorevole al reinvestimento.
- le “Measures to Further Support Foreign-Invested R&D Centers in Enhancing Capabilities”, anch’esse adottate il 27 febbraio 2026, testimoniano la volontà delle autorità cinesi di promuovere un modello di investimento orientato all’innovazione. Le misure prevedono una serie di interventi volti a migliorare l’accesso delle imprese a infrastrutture e risorse di ricerca, a facilitare l’attrazione e la retention di personale altamente qualificato e a semplificare lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo. Particolare rilievo è attribuito al rafforzamento del collegamento tra ricerca e applicazione industriale, con l’obiettivo di favorire la trasformazione dei risultati tecnologici in capacità produttiva. Sebbene le fonti non identifichino in modo tassativo le categorie di imprese beneficiarie, emerge chiaramente che le misure sono rivolte in via prioritaria a operatori attivi nei settori ad alta intensità tecnologica, nella manifattura avanzata e nell’innovazione industriale e digitale.
Conclusione
Le misure recentemente introdotte confermano la volontà della Cina di rimanere una destinazione privilegiata per gli investimenti esteri, evolvendo verso un modello che privilegia la qualità, la sostenibilità e il radicamento locale degli investimenti.
In tale contesto, strumenti normativi quali il Catalogue 2025 e le politiche locali sul reinvestimento e sull’innovazione delineano un ambiente in cui gli investitori stranieri sono chiamati ad adattare le proprie strategie a un quadro regolatorio sempre più strutturato e orientato alla politica industriale.