Con sentenza del 17 settembre 2026, la Corte d’Appello di Trieste ha assolto un imprenditore, difeso dall’Avv. Andrea Piras della sede di Trieste, imputato per il reato di cui all’art. 8 del D.Lgs. 74/2000.
Il procedimento, protrattosi per oltre sette anni, aveva ad oggetto la contestata emissione di fatture ritenute dall’accusa finalizzate a consentire a terzi l’evasione delle imposte. Secondo la ricostruzione della Procura, in particolare, l’imprenditore avrebbe fatto emettere alla moglie fatture relative ad attività in realtà svolte personalmente, così da beneficiare del più favorevole regime fiscale applicabile alla consorte.
All’esito di un’articolata istruttoria dibattimentale, il Tribunale di Udine aveva assolto l’imputato da alcuni capi di imputazione, pronunciando invece condanna, in concorso con altri imputati, per il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.
La sentenza veniva quindi impugnata dinanzi alla Corte d’Appello di Trieste, evidenziando, tra gli altri profili, l’assenza di una concreta finalità evasiva, anche alla luce del regime fiscale di cui lo stesso imprenditore avrebbe comunque potuto beneficiare.
All’esito del giudizio di secondo grado, la Corte, accogliendo le difese sviluppate dallo Studio, ha riformato la decisione di primo grado e assolto l’imprenditore, unitamente ad altri coimputati, con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
(a cura dell’Avv. Andrea Piras – andrea.piras@studiozunarelli.com)