Rifacimento di Piazza XIII Giugno: il Consiglio di Stato conferma la corresponsabilità del Comune di Lugo

Il Consiglio di Stato ha statuito in merito alla disputa legale riguardante il rifacimento di piazza XIII Giugno, respingendo il ricorso presentato dal Comune di Lugo e confermando integralmente quanto già disposto in primo grado dal TAR Emilia-Romagna.

La massima istanza della giustizia amministrativa ha ribadito la tesi della corresponsabilità tra l’ente pubblico, l’impresa esecutrice e la direzione dei lavori, individuando la causa dei dissesti nella scelta di approvare una variante progettuale priva di adeguate indagini tecniche e nell’impiego di materiali rivelatisi del tutto inidonei.

La vicenda

La genesi della vicenda risale al 2009, anno in cui il Comune di Lugo, con deliberazione consiliare, approvava un piano di recupero dell’area tra piazza XIII Giugno, via Foro Boario e via Gramsci con destinazione mista residenziale-commerciale, siglando una convenzione con la società Foro Boario S.r.l.. Quest’ultima si assumeva l’onere di riqualificare la piazza, fornendo a garanzia dell’opera una polizza fideiussoria. Nonostante i lavori fossero stati affidati a un’impresa terza, le prime criticità emersero già nel 2012, manifestandosi sotto forma di rigonfiamenti, ondulazioni e fessurazioni della pavimentazione.

Il fallimento dei tentativi stragiudiziali di risoluzione ha innescato un lungo iter legale che ha visto contrapposti il Comune, la società e la compagnia assicuratrice. La prima sentenza del TAR di Bologna, ora confermata, aveva già evidenziato come l’amministrazione non potesse considerarsi parte lesa in via esclusiva, avendo contribuito con le proprie mancanze alla genesi del danno.

Per tale ragione, la società Foro Boario S.r.l. – assistita dall’avvocato Franco Fiorenza, Senior Partner di Zunarelli Studio Legale Associato – era stata condannata al pagamento di circa 288 mila euro, cifra corrispondente alla metà del risarcimento inizialmente preteso dal Comune.

Esito

Con la sentenza pubblicata lo scorso 5 marzo, il Consiglio di Stato ha definitivamente sancito l’infondatezza dell’appello comunale, validando la ripartizione del danno e disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.

Articolo pubblicato in data 07/03/2026 sul quotidiano online Il Resto del Carlino – Edizione di Ravenna